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Popularité d'Italia

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Grafico online : Popularité d'Italia
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ITA - L'Italia, ufficialmente Repubblica Italiana, è uno Stato dell'Europa meridionale il cui territorio coincide in gran parte con l'omonima regione geografica. L'Italia confina ad ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e ad est con la Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclave interamente comprese nel suo territorio, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera. Capitale è, dal 1871, la città di Roma, "erede" di Firenze, sede provvisoria degli organi statutari, che sostituì Torino nel 1865. Lo Stato indipendente ed unitario, nato nel 1861 come Regno d'Italia sotto la dinastia di casa Savoia, aveva un'estensione territoriale ...
per32contro   Mi piace l'Italia. Non c'è ragione di esitare. Ad esempio, perché ... (se volevo scrivere perché, l'ho scritto qui), positive
per3contro   I like Italy, because of its monuments and nature., martina
per33contro   Non mi piace l'Italia. Ad esempio, perché ... (se volevo scrivere perché, l'ho scritto qui), negative
per2contro   Berluskoni will die Demokratie abschaffen!Seine gekauften Medien manipulieren die Öffentlichkeit!, SEPP
Attuale rapporto di preferenza
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Aiutiamo L’Italia a Sorridere. 1 Milione di Volte


Basta un “mi piace” per regalare un sorriso a centinaia di bambini italiani privi di cure familiari Il bello della vita è che all’improvviso ti sorride. Sorrisi di gioia, sorrisi di sorpresa, sorrisi che, a volte, bisogna un po’ aiutare a far nascere. E sono quelli più emozionanti. Per questo Colgate si è impegnata a stimolare e diffondere la cultura del sorriso attraverso la Campagna solidale “Aiutiamo l’Italia a sorridere”, raccolta di sorrisi virtuali che prenderà il via il 1° marzo sulla pagina facebook ...


L’Italia sono anch’io


Vincolo di appartenenza a uno stato, richiesto e documentato per il godimento di diritti e l’assoggettamento a particolari oneri. Questa è una delle definizioni di cittadinanza. Anche se la pena è il rischio di banalità, cominciare con una definizione mi piace. È come dire, siamo qui, parliamo e ragioniamo su questo. “L’Italia sono anch’io”, di cui ha scritto Stefano Iucci proprio su Rassegna.it, è una campagna importante. Il numero di firme necessarie - 50.000 - per la presentazione delle due proposte di legge (cito ...


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I bebè si vergogneranno di noi
di Antonio Rei Il problema non è quasi mai nel “che cosa”, ma quasi sempre nel “come”. La regola trova conferma nel nuovo bonus bebè, l’ultima mirabolante perla del premier Matteo Renzi. L’idea di base è più che condivisibile: lo Stato aiuta le famiglie con meno possibilità a sostenere le spese extra che la nascita di un figlio comporta. Sacrosanto. Peccato che, per com’è stato concepito, il bonus rischi di trasformarsi in un folle e iniquo sperpero di denaro pubblico, buono forse per far recuperare qualche punto nei sondaggi al giovanotto in camicia bianca, magari anche per risarcire la Chiesa Cattolica di un’eventuale legge su gay e diritti civili, ma non certo per ridistribuire ricchezza e aiutare chi più avrebbe bisogno."Dal primo gennaio del 2015 - ha detto Renzi domenica sera - daremo gli 80 euro anche a tutte le mamme che fanno un figlio, per i primi tre anni. Si tratta del mezzo miliardo destinato alle famiglie" nella legge di Stabilità. Che l’obie
Piazza Rossa
di Fabrizio Casari Più di un milione di lavoratori, studenti e pensionati, precari e disoccupati, hanno deciso di dare al governo Renzi il benvenuto in società. Poco importa che il premier, asserragliato tra manager e boyscout nel recinto futurista della Leopolda, dove si svolgono le prove generali del prossimo PD, affermi che “sono finiti i tempi nei quali la mobilitazione di piazza faceva cadere i governi”; è un’ennesima smargiassata tra le tante. Quando quei milioni di vittime delle sue politiche al servizio dei sogni di Confindustria si recheranno alle urne, il bulletto di Pontassieve si accorgerà cosa significa provare a governare senza e contro il mondo del lavoro.A Roma, ieri straordinariamente colorata di rosso, ha preso residenza per una giornata quel pezzo di Paese che non indossa i completini stretch della Boschi e non dice insulsaggini come una Picierno qualunque. E’ quell’Italia che quando parla della sua esistenza sa di cosa parla, quando scende in piazza
Monarcato e sindacato
di Antonio Rei Uno degli obiettivi mai dichiarati ma più che evidenti di Matteo Renzi è azzerare il ruolo politico dei sindacati, ridurli a una congrega di pittoreschi buontemponi con cui si parla solo per cortesia, senza nemmeno l'idea di un dialogo. In questa miserabile verità coincidono il punto di partenza e d'arrivo delle polemiche fra il Presidente del Consiglio e i rappresentanti dei lavoratori su Jobs Act e legge di Stabilità. Un calderone in cui lo scontro politico più rilevante è quello che da qualche giorno contrappone il Premier al segretario della Fiom, Maurizio Landini. "La modifica dell’articolo 18 preoccupa più qualche dirigente e qualche parlamentare che la nostra base", dice Renzi. "Il governo non rappresenta gli interessi dei lavoratori", replica il sindacalista.  Di per sé, il botta e risposta non stupisce affatto. Nell'orizzonte culturale tragicamente limitato del Premier la parola "concertazione" equivale a una bestemmia che evoca il puzzo stantio del
Torna la Bella Principessa di Leonardo
Attribuita al maestro, sarà a Urbino dal 5/12, poi all'Expo



 
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