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Organi che raccolgono i rappresentanti delle categorie produttive. / Trade unions defend workers' economic and social interests.
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DESCRIZIONE DEL CANDIDATO: 

Sindacati italiani

ITA: I sindacati sono organi che raccolgono i rappresentanti delle categorie produttive. Esistono così sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro. La storia dei sindacati è però soprattutto storia dei lavoratori (operai, contadini, impiegati) che si riuniscono allo scopo di difendere gli interessi delle loro categorie.

Lo strumento di lotta per eccellenza del sindacato è lo sciopero. Tuttavia, l'attività dei sindacati viene espresso attraverso la contrattazione collettiva che risulta uno dei principali strumenti di autoregolamentazione per i rapporti di lavoro e per le relazioni sindacali.

 

I sindacati italiani - Origini

Precedute dalle società del Mutuo Soccorso, in Italia solo nel 1870 si formarono delle associazioni operaie che nella loro costituzione si avvicinano molto alle strutture del sindacato moderno come le Camere del Lavoro.

Queste associazioni ebbero il nome di Leghe di resistenza e si svilupparono in importanza e numero con il crescere delle imprese industriali in Italia.

Si allearono al movimento cooperativistico, si conquistarono con lo sciopero del 1901 il diritto di organizzazione ed ebbero una colorazione politica principalmente socialista.

Dopo l'enciclica Rerum Novarum, si svilupparono nelle campagne anche le leghe bianche, di ispirazione cattolica. Il movimento sindacale ad intonazione cattolica, che si ispirava appunto alle tesi della grande enciclica sociale, ebbe una notevole importanza nella formazione della coscienza dei lavoratori cattolici e di tutto il mondo cattolico italiano, (Opera dei congressi, Confederazione Italiana dei Lavoratori).

Nel 1912 nacque a Modena l'USI (Unione Sindacale Italiana) per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla CGdL. Essi ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla politica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista. All'USI. aderirono rapidamente tutte le camere del lavoro più di sinistra (tra cui, in Emilia, le Camere del Lavoro di Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Ferrara). Durante i suoi primi anni di vita l'organizzazione fu impegnata in una serie di lotte tendenti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei proletari, senza mai trascurare l'impegno antimilitarista che la caratterizzerà nel corso di tutta la sua storia.

Alla vigilia del primo conflitto mondiale fu attraversata, come le altre organizzazioni della sinistra, dal ciclone dell'interventismo. Espulsi coloro che, al suo interno, si erano schierati per l'intervento militare dell'Italia contro Austria e Germania (De Ambris, Corridoni e, in un primo tempo, Di Vittorio), l'USI continuò, sotto l'impulso di militanti quali Borghi e Meschi, a propagandare coerentemente l'antimilitarismo. A guerra conclusa, nel corso delle lotte che portarono il paese molto vicino alla rivoluzione sociale, l'organizzazione raggiunse la sua massima consistenza numerica (circa mezzo milione di iscritti). In quel periodo aderì all'AIT (Associazione Internazionale dei Lavoratori) cui è affiliata la maggior parte dei sindacati autogestionari esistenti a livello mondiale.

Dopo la parentesi fascista, durante la quale i Sindacati furono sciolti per dar posto alle Corporazioni, la Resistenza prima e la Liberazione poi portarono alla rinascita del Sindacalismo Libero.
Fu allora deciso di dar vita ad un'unica organizzazione: la Confederazione Generale del Lavoro (CGL). Essa era costituita da 3 correnti: comunista, socialista e cristiana.

Soppressa nel 1926 dal regime fascista, l'USI-AIT continuò a vivere nell'esilio e nella clandestinità, partecipando alla rivoluzione spagnola in appoggio al sindacato CNT-AIT e, attraverso l'impegno dei suoi militanti, alla resistenza antifascista. Nel secondo dopoguerra, con l'avvento della repubblica, coloro che avevano militato nell'USI rinunciarono, inizialmente, a ricostituirla, per collaborare invece alla costruzione del sindacato unitario CGIL. Solo nel 1950, con la rottura dell'unità sindacale, alcuni di loro ricostituirono l'USI-AIT, che però, fino alla fine degli anni sessanta, fu realmente attiva solo in poche regioni italiane. Si presenta come sindacato autogestionario, che si caratterizza per la struttura organizzativa libertaria e federalista (sindacato autogestito), per il suo impegno a favore dell'autorganizzazione dei lavoratori (alla quale, ogni qualvolta è possibile, non intende sostituirsi), per la prospettiva in cui si muove, che rimane quella della costruzione di una società socialista e libertaria.

Importanti i sindacati di Polizia, nato dopo la smilitarizzazione del Corpo nel 1981: tra i principali, il Siulp ed il Sap (autonomi).

 

Fonte 1

Fonte 2

 

 

ENG: A trade union (British English) or labor union (American English and Canadian English) is an organization of workers that have banded together to achieve common goals such as better working conditions. The trade union, through its leadership, bargains with the employer on behalf of union members (rank and file members) and negotiates labour contracts (collective bargaining) with employers. This may include the negotiation of wages, work rules, complaint procedures, rules governing hiring, firing and promotion of workers, benefits, workplace safety and policies. The agreements negotiated by the union leaders are binding on the rank and file members and the employer and in some cases on other non-member workers.

Originating in Europe, trade unions became popular in many countries during the Industrial Revolution, when the lack of skill necessary to perform most jobs shifted employment bargaining power almost completely to the employers' side, causing many workers to be mistreated and underpaid. Trade union organizations may be composed of individual workers, professionals, past workers, or the unemployed. The most common, but by no means only, purpose of these organizations is "maintaining or improving the conditions of their employment".

Over the last three hundred years, trade unions have developed into a number of forms. Activities vary, but may include:

  • Provision of benefits to members: Early trade unions, like Friendly Societies, often provided a range of benefits to insure members against unemployment, ill health, old age and funeral expenses. In many developed countries, these functions have been assumed by the state; however, the provision of professional training, legal advice and representation for members is still an important benefit of trade union membership.
  • Collective bargaining: Where trade unions are able to operate openly and are recognized by employers, they may negotiate with employers over wages and working conditions.
  • Industrial action: Trade unions may enforce strikes or resistance to lockouts in furtherance of particular goals.
  • Political activity: Trade unions may promote legislation favourable to the interests of their members or workers as a whole. To this end they may pursue campaigns, undertake lobbying, or financially support individual candidates or parties (such as the Labour Party in Britain) for public office.

 

Source

 

 

February 6,2012

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