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Pier Luigi Bersani

Bersani: Berlusconi si sconfigge non parlandone

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“Il messaggio subliminale che vorrei lanciare agli italiani è che io e il mio partito camperemmo bene anche se non ci fosse Berlusconi. Lui ha governato 7 anni ed è in campo da 15: vi chiedo, in che cosa è cambiata l’Italia? Il Paese non ha fatto passi in avanti. L’abbiamo sconfitto quando siamo riusciti a non mettere lui al centro del dibattito. E dovremo rifarlo, mettendo davanti l’economia, i lavoratori, le imprese”. Ecco l’opposizione ai tempi del Pd, la strategia elaborata dal segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, per “sconfiggere” l’avversario a colpi di “indifferenza”. E di malcelata noncuranza

Pier Luigi BersaniNel corso di una lunga chiacchierata al Forum de Il Sole 24 Ore (nella quale Bersani ha presentato anche la sua ricetta di economia alternativa), il leader dei democratici ammette: “Siamo tutti vittime di questo meccanismo pro o contro (Berlusconi, ndr) che, alla fine, porta acqua sempre a lui. Ridimensioniamolo questo fenomeno“.

Un invito, insomma, ad allargare la visuale e ad abbandonare l’approccio personalistico della politica, concentrandosi invece sulle proposte e sui programmi.”Sono pronto a reggere tutte le intemperie – continua Bersani – Dobbiamo offrire a questo Paese un’alternativa. Se uno la vede così e registra i fatti a oggi la situazione è questa: l’Udc, che prima era con la destra in 13 regioni su 13, andrà in 3 o 4 con noi, 2 o 3 con il Pdl e per il resto da sola. L‘Idv, salvo la Calabria, è con noi. Con i Radicali abbiamo accordi e, in alcune realtà, anche con Rifondazione. Con Sinistra ecologica e libertà e con i Verdi c’è intesa. L’idea che la destra ci collocasse nella ridotta di tre regioni e che disarticolasse un’opposizione litigiosa - nota Bersani - perde colpi”.

Un quadro in continuo movimento che il segretario dei democratici ”giustifica” così: “Tutto si gioca sul territorio. Con la caduta delle ideologie, con la globalizzazione, è sul territorio che si formano gli orientamenti politici ed è lì che un partito organizza la sua personalità e la sua difesa rispetto a quello che succede nel mondo. Il mio messaggio sarà: il colore di un Comune è il colore del gonfalone. Non è il verde”.

L’allusione alla Lega guidata da Bossi è più che manifesta e conduce alla considerazione successiva. “Non siamo noi a dare il sangue alla Lega – spiega Bersani - glielo dà il centrodestra. Questo non toglie la preoccupazione di vedere aggregati elementi che possono essere veramente in contropelo con principi di civiltà collettiva, a cominciare dal tema dell’immigrazione. Questa è una battaglia che dobbiamo fare, senza snobismi. La Lega – aggiunge Bersani – è una roba seria e noi dobbiamo rispondere colpo su colpo”.

E sulle primarie: “Bisogna parlarne – precisa il segretario dei democratici – senza partecipazione è difficile produrre innovazione, però non sempre partecipazione è sinonimo di innovazione. E, a volte – conclude - l’innovazione ha bisogno anche di un meccanismo d. impulso che non sempre può venire dal basso”.

 

Maria Saporito

 

Origine: New Notizie (10.2.2010)


marta27 -
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